PAGELLE: LokSar - Reals (2-1)

November 21, 2017

PERINI:​​​7
Grande prestazione del portiere più tamarro del CSI. Birra Perini scende in campo col piglio giusto e aiuta la squadra a superare la sbornia nei primi venti minuti, durante i quali il più rapido in campo è sicuramente l’arbitro. Memorabili almeno due o tre parate del tutto involontarie grazie alle quali mantiene illibata la porta per tutto il primo tempo. Nel secondo tempo si distingue ancora per alcune uscite a pugni chiusi e a cazzo duro, ma gli tocca subire il momentaneo gol del pareggio, dove è pressochè incolpevole. Toccante anche l’invocazione celestiale con cui richiama a sè la squadra.
HA DETTO “CLINTON!”

CERIANI:​​8
Me cojoni! Il capitano prende in prestito il talento di Nesta e la delicatezza di Gattuso per onorare la fascia di condottiero: guida benissimo la linea difensiva per 60 minuti, con una prestanza fisica che nemmeno Lapo in settimana bianca. Nel secondo tempo sussurra all’avversario: “voglio fare un gioco con te”, e da quel momento inizia a stuprarlo calcisticamente con una serie di anticipi e tackle commoventi. Non si distrae nemmeno nei timeout, e guida la squadra verso la vittoria.
MAN OF THE MATCH

DI VIRGILIO Em.:​7
Ottima partita di sacrificio per Manggulan. Viene schierato nella linea difensiva, lui che l’anno scorso aveva conteso il ruolo di capocannoniere della squadra; questo perché conosce meglio il giuoco calcio che l’italiano, e in ogni ruolo sa sempre esattamente cosa fare. Gioca una partita priva di sbavature, come del resto tutta la squadra; nel primo tempo si cala benissimo nel ruolo di difensore, poi viene spostato a centrocampo nel tentativo di trovare il colpo del KO. Tuttavia fraintende il compito e conclude un’azione solitaria con un intervento a tripla gamba tesa con piedi a martello e coltello nascosto nel calzettone.
PITBULL

MONTAGNANI:​​6.5
La locomotiva canide gioca due partite differenti all’interno della stessa, esprimendo al meglio la sua personalità bipolare. L’inzio del match è difficoltoso, e lascia strascichi per tutto il primo tempo: a sua discolpa, non è semplice dover giocare sotto lo sguardo del miglior centrocampista della squadra, ed effettivamente Monta paga l’emozione e si ritrova senza fiato fino alla pausa. Nel secondo tempo entra in campo con una altro piglio, e anche grazie al nuovo modulo ritrova gli equilibri mentali. Nel complesso è una buona prestazione, appena al di sotto del suo potenziale; tuttavia la sua condotta da chierichetto delude il pubblico, che era arrivato al Ronchi Stadium convinto di partecipare alla solita sagra della tibia.
MUSERUOLA

DI VIRGILIO Er:​​6.5
Grande partita di manovalanza per Ercolino-grappa-e-vino. Lui che ha da sempre abituato il pubblico alle giocate leggiadre in attacco, dimostra invece una grandissima cazzimma difensiva; non tira mai indietro il piede, anzi sembra godere nei contrasti rudi e nelle sgomitate. Purtroppo spende molte energie in questa lotta barbara, e finisce con l’essere poco lucido e incisivo nella fase offensiva. A fine primo tempo viene trasportato d’urgenza in panchina, dove da qualche mese è stata allestita una camera iperbarica ad hoc.
CAMALEONTICO

MESSINA:​​7.5
Bella partita per il viso pulito della LokSar. Bomber “Messi” gioca in maniera preziosa come trequartista, col difficile compito di avviare ogni azione offensiva ed essere subito pronto al ripiegamento. Nel primo tempo è momentaneamente vittima di allucinazioni e sostiene di dover marcare tre o quattro persone contemporaneamente, poi viene catechizzato dal Mister e torna a fare il suo dovere in maniera ordinata; nel secondo tempo viene spostato in attacco, dove si mette al lavoro da vero bomber e in pochi minuti trova il gol partita. Ai più esperti ricorderà sicuramente Robben che ricorda Cerci con un po’ più tecnica.
OTTO-VOLANTE

LEGNANI:​​7.5
Grandissima prestazione per l’attaccante bello-impossibile di Via Pozzo: il TomTom saronnese guida la squadra alla vittoria mettendoci tantissima corsa, moltissimi tackle e un numero moderato di bestemmie. E, cosa ben più importante, apre le marcature con un gol di rara bellezza. La sua voglia di vincere e di lottare su ogni pallone è inferiore solo alla sua voglia di una Moretti da 66, ed è davvero un grandissimo esempio per tutti i compagni; il segreto di Thommy potrebbe essere lo Spritz delle 10 del mattino, oppure la stecca di 100’s che divora ogni settimana, ma in ogni caso la squadra spera che riesca a mantenere questo livello di degrado fino ad Aprile.
EL COMANDANTE

PREMOLI: ​​7
Probabilmente varrebbe la pena di non guardare la partita e seguire solo Paolino Premoli, one man show dentro e fuori dal campo. Già durante la chiama, quando l’arbitro pronuncia il suo cognome lui risponde “cosa cazzo vuoi, Dio......”. La sua specialità è il freestyle rap di bestemmie, e spesso Paolino si ritira nel retro-panchina per recitare il suo personalissimo rosario. Nel secondo tempo però trasforma tutta la carica agonistica in una performance decisiva per il risultato finale: ogni volta che c’è una palla 50-50 con un avversario, lui calcia più forte che può sperando di tranciare di netto gli arti altrui. Nel finale è protagonista di una scivolata folle in mezzo all’area, che nega agli avversari un gol quasi certo, provocando un’erezione istantanea a tutti gli spettatori presenti; non si dimentica di farlo notare all’avversario e, in dolce stil novo, compone un sonetto in endecasillabi: “chiedo venia messere, ove disìa recarsi?”
DOVE CAZZO VAIIIII

BASILICO:​​6.5
Il talismano si esibisce in un cameo di rara importanza; la barba incolta e l’aspetto sciupato sono solo il guscio esteriore, mentre lo spirito è stato nutrito nel viaggio mistico Thailandese. Siede in panchina con calma olimpica, e al momento opportuno chiede al mister di entrare perché sente che è il suo momento; entra, prende un giallo senza senso, e spazza due palle in direzione Rovellasca. La visione di cotanta scoordinatezza spinge l’arbitro a fischiare la fine della partita.
EROE

BONZI:​​​s.v.
Senza voto è la misura di una prestazione incommensurabile: Don Bonz si presta al ruolo di guardalinee e impreziosisce la partita con sontuosa regalità. I suoi movimenti sinuosi di braccia e bandiera ricordano un direttore d’orchestra, tanto che gli avversari buttano di proposito la palla in fallo laterale al solo scopo di vederlo danzare sulla linea bianca.
CIGNO NERO

Mister GRECO:​​8
Ha introdotto un nuovo modulo in maniera coraggiosa, e anche grazie a questo sta facendo rendere la squadra al meglio; dimostra anche grande intelligenza tattica aggiustando in corsa la formazione, e grazie ai cambi porta la squadra alla vittoria. Inoltre insulta i propri giocatori solo raramente, segno che il nuovo ruolo di “papy” lo ha in parte rammollito e in parte fatto maturare.
SCIAPO’ (Cit.) 

 

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